I costi di produzione del fotovoltaico rispetto alle altre fonti

Solo qualche anno fa l’idea di produrre in Italia elettricità pulita con fonti rinnovabili a basso prezzo era impensabile.

Qual è il “costo di produzione” che conviene?

La risposta è:
quanto riesco ad autoconsumare dell’energia prodotta?

Per effetto della crisi, ma anche delle stesse fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, il prezzo dell’energia sui mercati all’ingrosso è crollato: si è arrivati a prezzi medi di 5 centesimi per kwh (all’ingrosso, sulla borsa elettrica).
Nonostante il prezzo dell’elettricità all’ingrosso sia crollato, il costo dell’elettricità per l’utente finale si mantiene al di sopra dei 20 centesimi per kwh.

La corrente elettrica in bolletta costa, al lordo di tutto (imposte, oneri, servizi, …), più di 20 centesimi di euro per kwh.

Questo vuol dire due cose:

se vendo l’energia in rete mi viene pagata “una miseria” (con prezzi di mercato intorno ai 5 centesimi al kwh);
ma se autoconsumo la “mia” energia, riducendo i prelievi di rete, evito di pagare l’energia in bolletta ad oltre 20 centesimi al kwh..

In questo secondo caso: il fotovoltaico conviene e, più riesco ad autoconsumare, più la convenienza aumenta
(lo stesso ragionamento vale, peraltro, per eolico ed altre fonti, anche non rinnovabili).

Una nota interessante: attualmente il prezzo medio di mercato della corrente elettrica è talmente basso che non riesce a ripagare il costo di produzione di nessuna tecnologia di produzione energetica.
Ogni tecnologia, non solo quella fotovoltaica, per essere conveniente, deve avere un costo di generazione dell’energia inferiore rispetto al prezzo di vendita della stessa energia.
Anche le centrali inquinanti a gas e carbone, considerando il costo delle emissioni  nocive, hanno costi unitari elevati, insostenibili rispetto agli attuali prezzi dell’energia all’ingrosso.

In definitiva: il costo di produzione del fotovoltaico rispetto alle altre fonti, conviene o non conviene?

Il costo di produzione dell’energia elettrica prodotta da fonte solare è conveniente se:

  • si installa sul tetto di casa in scambio sul posto e soprattutto in autoconsumo immediato,
  • si installa sul tetto di un’azienda che può consumare istantaneamente gran parte dell’energia prodotta dai pannelli,
  • si installa un impianto di medie o grandi dimensioni con l’obiettivo di vendere gran parte dell’energia prodotta direttamente ad un utente finale o ad una rete locale o ad un’azienda. In questo caso è possibile fare un contratto bilaterale tra privati per la compra-vendita diretta dell’energia ad un prezzo stabilito. Il prezzo stabilito deve essere un prezzo intermedio tra “prezzo di mercato dell’energia all’ingrosso” e “prezzo dell’energia in bolletta” dell’utente finale.

Ovviamente la convenienza del fotovoltaico dipende dal prezzo di acquisto/ installazione dell’impianto: i livelli di costo, con la fine degli incentivi sono in continua evoluzione ….sarebbe meglio dire: in continuo ed esponenziale  ribasso.

All’aumentare della taglia dell’impianto, diminuisce in proporzione il prezzo unitario. Non solo: all’aumentare degli stock acquistati (dagli installatori), diminuisce il prezzo unitario.